IL PRIMO PRODIGIO DEL 2019

L’ho ricevuto all’alba di questo primo giorno del nuovo anno!

Alla celebrazione della Messa, durante la preghiera dei fedeli, ci è stato chiesto di partecipare con intenzioni libere.

Io dentro di me stavo offrendo una preghiera forte, ma non avevo intenzione di comunicarla all’assemblea. Invece le parole escono e in modo molto stringato, sintetizzano: “Preghiamo per tutte le mamme che soffrono per i loro figli!”.

Nello scambio della pace, la donna che era al mio fianco e che non conoscevo, mi abbraccia e mi sussurra alcune parole. Ho pensato volesse augurarmi un buon anno, invece mi dice: ” vi ringrazio per aver chiesto di pregare per le mamme che soffrono per i loro figli, perché io sono una di queste!”

Sono restata senza parole, e l’ho abbracciata!

Quando chiedi a Dio di agire nella tua vita, Lui lo fa per davvero! e quando percepisci la Sua azione, ti senti nel palmo della Sua mano.

Questo è il prodigio!

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AUTOREFERENZIALITÀ

Una delle mie paure più grandi è quella che chiamano “autorefenzialità” : fare le cose per averne un merito personale o un plauso dalle persone.

È una vocina che ostacola ogni cosa di bene che compio, è una tentazione che mi porterebbe a fare nulla, a rinunciare, pur di non apparire.

Le oppongo resistenza e vado avanti comunque e nella preghiera chiedo a Dio: “Per favore, rendimi invisibile!”

COME TANTI PONTI

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Mi appaiono come tanti ponti in movimento
questi giovani:
acrobati, musicisti, giocolieri… artisti di strada!
Ognuno generato da una rinuncia volontaria,
ognuno  mosso da un nuovo valore di vita
che trova espressione nella povertà.
Vanno, vengono, si incontrano
da nord a sud, da est ad ovest,
ma non solo dell’Italia,
di tutto il mondo!

Non si fermano a lungo
e non trattengono affetti:
vanno dove c’è da aiutare
vivono la gratuità e il dono della propria vita.
Si ritrovano sulle frontiere di pace o di guerra,
che si annullano alla loro presenza
e, nel rispetto di ciò che la povertà insegna loro,
vivono la fraternità, la condivisione,
la semplicità e l’essenzialità,
in una comunicazione che risente di tanti accenti.
Si mescolano tra la gente,
a volte come bambini sono colorati e gioiosi,
e se ti fermi a parlare con loro,
emanano pace!

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“NON È PER CASO, NON È PER NIENE, CHE CI SIAMO INCONTRATI”

Oggi mi viene da pensare ai missionari:
chissà come si preparano per “andare” verso realtà difficili
per aiutare.

Sicuramente confidano nell’aiuto di Dio!
Ci penso mentre mi muovo nel mio quotidiano lavorativo
e in particolare mi riferisco ad un gruppo classe
che mi appare informe

in una confusione senza regole,
ma da ogni loro espressione aggressiva

il mio cuore comprende stati d’animo che ribollono
di problematiche, di dolore, di rabbia.
Ogni giorno viene fuori una verità nuova del loro vissuto
che dirige la mia attenzione in altre direzioni educative:
la matematica? …. è lontana mille miglia dai loro pensieri
!
L’unica preparazione di cui posso usufruire
è svuotarmi di tutto ció che so e ascoltare
e pregare:
la mia formazione professionale è sospesa tra loro e il Cielo
e si costituisce vivendo, mentre imparo con umiltà dai loro disagi,
impegnando tutti i canali recettivi per comprendere
e, più di ogni cosa, il cuore.
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CON TUTTI I COLORI DELL’ARCOBALENO

Vorrei confidare la bellezza che Dio riversa nel mio animo in questi giorni.

È immensa rispetto a ció che sono ed ha infinite dimensioni, tutte le espressioni percepibili:

colori, musica, sentimenti, sorrisi, lacrime, luce, dolcezza, armonia, pienezza, ….

Eppure attendo grazie che ancora non sono,

vivo situazioni non favorevoli che mi chiedono pazienza e una testimonianza silenziosa di preghiera e di gesti.

Se le strade che percorro non sono quelle scelte da me,
se gli eventi superano i passaggi umani,
io non posso fare a meno di riconoscerLo.

E basta questo per capire che Lui ascolta e che ha preso la mia angoscia tra le Sue mani e la muterà in canto!

Per adesso dal mio cuore straripa una lode senza fine al Suo Amore con tutti i colori tutti i colori dell’arcobaleno!

NEL PROFUMO DI NARDO

“La Pace sia con voi!”

Il mio calice nell’offerta oggi era pieno di tanti volti e situazioni, anche di questa orrenda guerra, che ho messo alla presenza di Gesù durante la preghiera Eucaristica.

C’era nel mio cuore anche la boccettina di olio di nardo benedetto che ho ricevuto da qualche giorno in dono da una pellegrina di ritorno  dalla Terra Santa e che custodisco in un cassetto a casa.

Ecco, durante la preghiera in chiesa, questa boccettina si è aperta nel mio cuore ed ha effuso una soavissima essenza!

Con il Tuo profumo, Gesù, sentivo la Tua presenza!

A volte ci rendi capaci di percepirTi in modo tangibile, come Ti manifestavi ai primi apostoli!

Adesso non ho paura … nulla mi fa paura: sorrido, come non mi riusciva da un po’ , ed ho e dono la Pace … la Tua Pace!

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LA PATERNITÀ

Spesso soffermo l’attenzione su Gesù, su Maria, lo Spirito Santo… ma che “forte” la persona di Dio!

Dio è Padre.

Non scende a patti, è autorevole e fermo nel suo disegno. Vuole portarci a conoscere la bellezza del Suo Amore e per poterlo fare, noi dobbiamo salire, salire alla “Sua altezza”!

Questo significa diventare come un’ostia: sottile, levigata… bianca!

La sofferenza di mio padre me l’ha spiegato, la trasformazione che tanto dolore ha operato nella sua anima!

La salita fatta al suo fianco verso la Gerusalemme di Dio ci ha permesso di dirci tante cose e alla fine “Grazie di tutto!” Reciproco.

Al termine del cammino, l’Amore si manifesta!

Adesso puoi comprenderlo, adesso illumina anche il tuo corpicino che hai lasciato qui, inerme!

E in noi che ti siamo stati accanto, ci è dato di sentire il Bene così vicino, quasi …da poterlo toccare!

IL SUO ORIZZONTE DELLA MATERNITÀ

Vorrei scrivere dell’essere mamma, stasera.

Se chiudo gli occhi
distinguo chiaramente, dentro di me,
diversi gradi di maternità,
ma se apro gli occhi
vedo solo una semplice donna
che non comprende come sia possibile
riuscire contenere in sé
tante espressioni di amore!

Il passaggio della vita è sempre:
il nutrimento cambia,
fino a diventare puro bene
che attraverso il suo animo,
lascia passare, in comunione spirituale, al figlio.

Avevo paura di non poter essere mamma…
ma Dio ha superato i miei orizzonti e mi ha proposto i Suoi
che ora si bagnano di lacrime
per l’immenso significato che ha donato alla mia maternità.

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NON TEMERE, TERRA!

“Nessuno versa vino nuovo in otri vecchi,
altrimenti il vino spaccherà gli otri,
e si perdono vino e otri.
Ma vino nuovo in otri nuovi!” (Marco 2, 22)

L’otre vecchio si è spaccato,
non senza dolore,
e Dio versa vino nuovo che non riesco a raccogliere.
Ci provo come posso, con le mani ne trattengo una parte,
ma non riesco ad accoglierlo tutto!

Oggi nella preghiera Lui mi ha detto:
“Hai sempre il calice per raccogliere il vino nuovo!”

Il calice non può farne una scorta:
riceve il vino e lo offre
per poi riceverne altro
e così via….
Mi chiedi fede Signore!
Tanta fede!
Ne  attingeró  da  Te quotidianamente
e Tu mi darai sapienza, amore, pazienza, forza… carità , per quello che mi occorre.
Sei la mia vita, Signore:
si compia la Tua volontà.

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INCISIONI NELL’ANIMO

Non ho mai imparato a memoria: da brava matematica so dedurre, dimostrare, utilizzando i dati a mia disposizione.

Oggi mi è successa una cosa particolare: con amici, prima di iniziare un’attività in  parrocchia, dovevo recitare con loro la preghiera alla SS. Trinità e non avevamo il foglio per poterla leggere.  Loro non la ricordavano:  è un po’ lunga, ma è bellissima!  Tante volte l’ho recitata che la conosco a memoria!  Eppure, se non chiudevo gli occhi e mi mettevo in ginocchio, non riuscivo a dirla.

La verità è che non la so a memoria: la leggo ,  si, la leggo nel mio animo!

Veramente la preghiera si incide nell’animo e ne viene a far parte:  ti rendi conto che lei vive insieme con te!

Preghiera alla SS. Trinità

O Trinità beata, fonte di eterno amore,
che nel Verbo fatto carne
hai redento l’uomo e liberato il mondo,
riempi la nostra vita
con l’infinita ricchezza delle tue virtù
e la gioiosa compagnia della tua Presenza.

Concedi a noi la forza di imitare:
– da te, o Padre, la bontà e l’accoglienza,
la saggezza e il perdono;

– da te, o Figlio, la tua consacrazione al Padre
che è obbedienza e sacrificio, ascolto e abbandono;
– da te, o Spirito Santo, l’amore fraterno e i discernimento,
la missionarietà e l’audacia della profezia.

O Dio Trino ed unico,
fa’ che la Chiesa, nostra madre,
sia riflesso della tua comunione e icona della tua comunità.
Fa’ che la nostra Famiglia Ecclesiale,
sulle orme di Gesù «buon pastore»
possa contribuire a rievangelizzare il mondo
rinnovando la pastorale parrocchiale
attraverso le piccole comunità ecclesiali,
il laicato adulto e l’impegno nel territorio.

Insegnaci a servire e promuovere
gli uomini nostri fratelli
a partire dagli ultimi, più bisognosi e poveri,
in ascolto dei segni tempi,
nei solchi della storia, per le strade del mondo.

La Vergine Maria,
Madre di Gesù e Madre nostra,
benedica e assista il nostro cammino.

 

“IL NATALE”

Stamattina la preghiera, di sua iniziativa,
ha preso la strada dei doni ricevuti,
di quelli ricevuti da Dio nella mia vita!
Io veramente non sono degna di tante manifestazioni
del Suo Immenso Amore,

non ho meriti particolari.
Tempo fa raccontavo le mie pene,
adesso anche quelle le leggo come dono,
come un percorso “speciale”
che Lui ha tracciato esclusivamente per me!
La mia ignoranza, le difficoltà che ho incontrato
fin dalla prima infanzia
erano perfette,
sono perfette nel Suo disegno!

Nella preghiera ho pensato anche agli altri,
e credo che il disegno “speciale” ci sia per ciascuno:
è inutile passare tempo ad imitare o invidiare
il comportamento di altre persone,
magari non si adatta a noi e ci restiamo male!

Importante è aprire i propri doni e portarli alla luce,
farli vivere, mettersi in comunione con il nostro Creatore
attraverso la preghiera

che apre gli occhi, l’udito, la mente , il cuore, i gesti, i passi, la parola
alla comprensione.

Solo così la vita è nella verità!
Solo così ci riconosciamo e Lo riconosciamo!
Mi dispiace solo per i miei limiti:
essi possono ostacolare il Suo passaggio, i Suoi doni,
o forse … sono proprio loro che ne danno testimonianza!

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VA BENE COSÌ!

L’angoscia ad un certo punto è finita! Mi sono trovata con persone nuove a parlare di pace, di accoglienza e di culture!

Che simpatica deviazione di giornata: stento a ricordare i motivi della mia tristezza.

Non riesco ad avere una guida spirituale e più volte Tu hai permesso che conoscessi la solitudine nel mondo: sola tra la gente!

Ma dopo aver messo alla prova la mia fede, sempre mi vieni incontro e mi fai sorridere! . …come stasera!

” Dio non è un uomo da potersi smentire,
non è un figlio dell’uomo da potersi pentire.
Forse Egli dice e poi non fa?
Promette una cosa che poi non adempie? “(Numeri 23:19)

Ho camminato incrociando volti che hanno guardato altrove, rilevo tante cose dette per dire… resto in silenzio troppo spesso e non so se dovrei invece parlare…

Solo in Te ripongo la mia fede!

Pensaci Tu, per ogni cosa che il mio cuore vorrebbe dire e che non sa trovare le parole, egli sa che deve essere paziente e fermo nell’amore a prescindere da tutto, anche quando non è facile.

Per stasera va bene così:  non voglio sciupare la pace che mi hai donato!

DIGIUNO – ADORAZIONE – POVERTÀ

DCMOyJLXsAAd4UDGioiosa del dono di un orario scolastico che mi permette di partecipare all’Eucarestia il mercoledì, il venerdì e il sabato mattina, ho inteso ringraziare Dio, osservando il digiuno nella prima giornata, mercoledì 8.

Un entusiasmo fortissimo mi ha fatto desistere dal mangiare e dal bere e, come non accadeva da tempo… solo l’Eucarestia.

La giornata è trascorsa poi gioiosa, e la sera si è conclusa con l’Adorazione Eucaristica, con meditazioni in preparazione alla Giornata mondiale del povero indetta da Papa Francesco il 19 novembre.

Forse a causa del digiuno, forse la preghiera e la Sua Presenza, 
ho cominciato a sentirmi incapace di tutto.
Risuonavano dentro di me le parole: “ costruire”, “organizzare” “creare” ,
sentivo le esortazioni lette e dicevo nella preghiera:
“Io non sono capace, io non riesco in nulla!”

Ho quindi lasciato da parte la meditazione guidata
ed ho vissuto un silenzio interiore e il limite.

“Signore,
io non credo di essere capace di corrispondere a tante esortazioni!
Signore,
 riesco solo nel semplice aiuto fraterno e quotidiano
al povero che incontro sul mio cammino…”

Oggi l’animo rompe il silenzio e comincia a parlare, durante la preghiera.
Gesù mi ha fatto comprendere che ciò che ho sentito è la povertà interiore:
tutti siamo poveri,
la povertà ha tante espressioni:
non è solo la mancanza di cibo e di denaro,
è quel ” bisogno“, qualsiasi “mancanza”,  
che ci chiama  ad essere fratelli,
a condividere il bene,
ad accogliere l’altro.
E’ un continuo cercare il Suo Volto,
in noi e nel prossimo;
é un esercizio del Suo Amore:
la “Carità” é il Suo Amore!

Chiudo allora la bocca alle parole
e mi rimetto in cammino
con questi pensieri che ho cercato di  riordinare,
ma non si fanno domare
e che smuovono le zolle della mia vita.

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SENZA DISTANZE

Credere non è…come se fosse, come se esistesse….

Credere “è “senza “come se”.

Se considero il prossimo “come se fosse” mio fratello, non farò esperienza della fraternità.

Se considero l’Eucarestia “come se fosse” il Corpo di Cristo, non entrerò in comunione con Gesù.

Se prego “come se” Dio ascoltasse, non sentirò la Sua presenza vicino.

Allora mi piace abbracciare la Verità e sentirla senza distanze: aprire la porta del cuore e lasciarla entrare e non restare a guardarla attraverso un vetro al di fuori di me.

NEI DISEGNI DI DIO

Le ho detto di sì, ma avevo paura.

Allora nella preghiera Le ho chiesto di aiutarmi, di aprirmi la strada in modo che potessi eseguire ciò che mi veniva chiesto.

Ed è stato qualche ora dopo, mentre la mia mente pensava a mille difficoltà da affrontare, Lei ha lavorato sul cuore del mio prossimo ed ho ricevuto un “si” mentre  stavo ancora pensavo alle cose da dire. 

L’incanto: ecco cos’è stato per me!

Io non conosco i disegni di Dio e sento che sono troppo grandi perché io possa contenerli, ma so che in questi ci sono anche io e ci sei anche tu e tutta l’umanità, ma ci vuole fede per “non comprendere “, per riconoscerLo e per fare la Sua Volontà.